
mantiene relazioni
a rapportare è brava, un vero ingegno
ma “riportare” è il termine preciso
sa consigliare l'uno e l'altra e il terzo
è giusto.
Se chiedi lumi ti risponde
mah... boh.. chissà...
mi sembra un buon partito
lo conosco in privato
te lo consiglio vivamente, è lento
ma solo per lo scrivere di getto
il resto manc(i)a.
E tu che ci credevi alle sue ciarle
ti mostravi disposta all'altrui dire
in sospetta poetica
a sciamare regina dell'effimero
… e morivi
sepolta sotto un arco di zanzare.

Oltre 10mila firme contro il ddl sicurezza
Il Viminale replica all'appello. Il giurista Domenico Gallo:
"Una smentita che non smentisce nulla"
"Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali. La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa".

scrivo
per non morire di parole
dentro

Aspettava.
Passavano gli anni, e lei era sempre più sola, giovane donna dalla pelle azzurra e dai capelli d'argento.
Viveva in una grotta che sembrava fatta di cristallo, le pareti dai riflessi cangianti e minuscoli arcobaleni sulle sporgenze.
Il pavimento della grotta, in verde malachite, morbido al piede nudo, liscio al tatto.
Una piccola laguna si inoltrava tra coralli a proseguimento del mare, lambiva la riva iridiscente, fino al piano che le faceva da letto.
Lei se ne stava spesso seduta sul bordo, con le gambe immerse nell'acqua, dove, tra lunule di luce, poteva anche specchiarsi.
Da tempo immemorabile, aspettava.
Passavano secoli, e lei rimaneva la stessa, giovane sempre, forse soltanto un po' più azzurra.
Un giorno udì una musica soave echeggiare nella grotta.
Fuori, c'era un vecchio dai capelli candidi che suonava uno strano strumento, una piccola arpa dalla quale traeva cascate di note.
Mai aveva udito una simile melodia.
Quando lui smise e le chiese se potesse ospitarlo lo lasciò entrare.
Il vecchio sedette con lei sulla riva smeraldina: - Conosco il tuo nome – le disse – per questo sono qui. Il viaggio mi è sembrato interminabile, ma sono felice di essere arrivato.-
- Come fai a conoscere il mio nome se io stessa lo ignoro?-
- Io conosco tutti i nomi.-
- E come fai a ricordarli?-
- Sono i nomi che ricordano me.-
- Il mio non ricorda che Lui. -
- Lo so -
- Lo sai?-
- Sì -
Nel frattempo il vecchio si era alzato e diretto verso il centro della grotta dalla cui sommità spioveva un cono di luce da un foro circolare. Quando fu sotto il raggio ne fu illuminato completamente.
Il suo aspetto cambiava, ora si stava avvitando su se stesso a partire dalla punta dei piedi e la sua forma scintillava in spirale aprendosi verso l'alto.
La chiamava.
Si avvicinò, irresistibilmente attratta: fu inondata dalla luce che emanava da lui, si assottigliò per corrispondergli con le volute della propria forma azzurrina mentre si avvitava alla sua sfolgorante.
Le pareti della grotta baluginavano in mille riflessi d'oro.
Le forme erano ormai una sola, un vortice intrecciato di luci, una bianca e l'altra azzurra, che si innalzava risucchiato dall'apertura della volta, verso l'alto, in un chiarore abbagliante.
Nell'estasi della fusione totale, lei sentì pronunciare il proprio nome, e conobbe il Suo.
da Laura e Lory è iniziata la pubblicazione delle Candid-interviste delle due "ienette".
Si comincia con Salvo Zappulla
Oggi alle ore 14:30 potrete assistere in diretta sul blog
http://ladypazz2.splinder.com/
a una divertente "sfida" tra Barbara Garlaschelli e Enrico Gregori. Una sfida a colpi di parole e fantasia, ovviamente.
Ladypazz posterà un titolo a sorpresa e i due partecipanti avranno un'ora di tempo per scrivere un monologo e consegnarlo.
Da Remo Bassini Racconti a quattro mani
"Il fine è quello di passare un po’ di tempo con la scrittura, confrontarci con un’altra persona, confrontarci poi con altri racconti e altri giudizi, altre percezioni."
L'angelo e la miss un divertente racconto di Domenica Luise
opera di Walter Piretti

Sbucciala nei contorni la ragazza
di foglie a mezzaluna
iperborica
bùccine e cornamuse, le corolle
in ritardo a novembre.
Accostale l'orecchio sulle strie
di biacca-argento in sovrapposizioni
Nel ghiaccio una mannaia
decapita pupazzi sulla neve
inventa chiodi
al cantastorie penzolante a lato
il tirapiedi lucida la lama:
ti è dolce amica mia? Così ti dice...
e cerca il punto
A fidarsi di voce io sensitiva
m'impaniavo nei cocci di sorriso
non supponevo che la morte è ubiqua
e può attendere scalza
che ti giri.